PREMESSA

Da giorni si è concluso, presso il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (S.P.D.C.) diretto dal Dott. Davide Amendola, il progetto “Cuori Liberi Ribelli”, un vero e proprio laboratorio d’arte, di manualità, di espressione visiva, sviluppato attraverso un percorso breve ma profondo, che ha visto protagonista indiscussa, la manualità.

Ad idearlo e realizzarlo è stata l'Associazione Laboratorio dei Pensieri Scomposti APS in collaborazione con l’Associazione Indiani d’Occidente Onlus.

Cuori Liberi Ribelli ha coinvolto tutti i ragazzi in degenza presso il Dipartimento di Salute Mentale. Hanno partecipato al percorso, con  le proprie competenze, oltre al Dott. Amendola e la Psicoterapeuta, la Dott.ssa Anna Visconti, Santa Rossi, artista e Life Coach, Rosanna Giannino, modellista, Umberto Flauto, esperto di comunicazione verbale e non verbale. Il videomaker, Mario Lo Bianco, ha realizzato il progetto visivo che servirà ad evidenziare e comunicare il lavoro svolto dai ragazzi.


SVILUPPO DEL PROGETTO

Il progetto si è basato sull’espressione personale incanalandosi verso la pittura, il disegno e lo sviluppo creativo di piccoli modelli che sono stati messi a disposizione dei nostri “artisti”, in legno ed in polistirolo. Sono stati utilizzati, fogli, quaderni, penne, colori, con i quali i ragazzi, guidati opportunamente, sono riusciti ad esprimere se stessi, utilizzando le notevoli capacità espressive a disposizione.

È stato un percorso che ha consentito di porre in primo piano il proprio modo di sentire, la propria condizione, e i disegni e le forme ottenute ne sono una evidente testimonianza. Il lavoro finale di gruppo ha premiato, oltre che gli operatori, le persone che hanno davvero creduto in questa apertura verso l'arte come momento di coesione, in particolare il dott. Amendola.

Il percorso si riallaccia a quello dell’Art Brut , dell’Outsider Art e dell’Arte irregolare, forme d'arte che, in modi diversi e con sviluppi diversi, hanno avuto come protagonisti personalità artistiche di rilievo con problematiche di “salute mentale nei loro trascorsi. 


Ricordiamo che a Losanna, fondato nel 1976, esiste un importantissimo Museo della Collection del L’Art Brut, realizzato sulla base della collezione del pittore francese Jean Dubuffet che coniò il termine art brut per definire "un'operazione artistica completamente pura, grezza, reinventata in tutte le sue fasi dal suo autore, fondata esclusivamente sui propri impulsi".

"La novità è che quest’arte non è più confinata nell'ombra dell'arte", spiega Sarah Lombardi, direttrice di questo Museo.

Recentemente sedi prestigiose, tra cui la Biennale di Venezia, hanno organizzato eventi sull'art brut, con la novità che non viene evidenziata più l'eccentricità, bensì la creatività. I confini “dell’arte grezza” con l'arte tradizionale si dissolvono.


REALIZZAZIONE DEL PROGETTO

Il progetto si è tenuto nel primo trimestre di quest'anno  presso il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (Ospedale San Giovanni Di Dio e Ruggi D’Aragona). I risultati sono stati divulgati nel secondo trimestre per poterne valutare i reali effetti senza la forte spinta emozionale di fine corso che ha visto i ragazzi coinvolti personalmente in un entusiasmante confronto. Gli incontri di laboratorio con i ragazzi sono stati 4 di circa 120 minuti ognuno. Nella tavola rotonda finale prevista sono stati  presenti oltre al Dott. Amendola, la dott.ssa Visconti, Santa Rossi, Rosanna Giannino ed Umberto Flauto.


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