Il progresso e la sperimentazione ha portato ad una fusione di tecniche e ingredienti della cucina più avanzata al bar, facendo nascere così un nuovo filone di professionisti chiamati barchef, che realizzano drink con preparazioni di base molto complesse.
La prima cosa sono gli ingredienti ricercati di svariata natura, dalle erbe e spezie fino a verdura frutta e addirittura carni o pesce.


Per far sì che questi ingredienti si prestino ai drink, vengono impiegati macchinari all’avanguardia come distillatori a vapore, agitatori magnetici e sonocatori.
Questo lavoro ha portato a cocktail dai gusti nuovi e ricercati ma soprattutto a preparazioni scenografiche, partendo dai bicchieri, che oramai sono diventati contenitori, e alle decorazioni estreme. 
Pionieri di tutto sono stati alcuni chef come Ferran Andriá, famoso per la sua cucina estrema, e il Nottingham Forest di Milano, dove il patron Dario Comini ha fatto del barchef una sua filosofia .
Molto spesso alla base di tutto ciò, c’è una lunga ricerca e sperimentazione, che a mio avviso fa molto bene in questo settore, abbattendo così ogni limite.
"Un esempio di ciò può essere una mia ricetta nata dalla fusione della cottura sottovuoto e aromatizzazione, tecniche per lo più utilizzate in cucina che ho applicato con successo al bar.

 6 cl bourbon infuso sottovuoto con scorze di limone e bacche di mirto
1 zolletta di zucchero
1 spruzzo di soda aromatizzata al palo santo

Si prepara nel bicchiere old fashioned, con ghiaccio a blocchetti puro, sciogliendo prima la zolletta di zucchero con la soda, aggiungere il ghiaccio e versare il whiskey, mescolare bene per ottenere una giusta diluizione".

Salvatore Mosca
Barman


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